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Grappa
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La mwcqgrappa è un mwcgdistillato di mwcwvinaccia, ricavato da uve prodotte, vinificate e distillate esclusivamente in mwdaItaliacite-ref-0-1-0[1]cite-ref-2[2] o nella mwfqSvizzera italiana, in quanto esiste un accordo giuridico tra mwfgUE e mwfwConfederazione elvetica.

Non bisogna confondere la grappa, che è un distillato di vinacce fermentate, con l'mwgqacquavite d'uva, che è un distillato di mwggmosto. Allo stesso modo, la grappa non è un distillato di mwgwvino (mwhabrandy se invecchiato in legno e mwhqcognac o mwhgarmagnac se francese). Quindi distillato di vinacce, distillato di mosto (d'uva) e distillato di vino sono tre bevande alcoliche diverse. cite-ref-3[3]

Per legge comunitaria (reg. CE 110/2008-all. III) il termine "grappa" è un'mwjaindicazione geografica protetta (art. 16) del solo stato membro Italia (cioè non è un termine generico ma è una denominazione tutelata): ne discende che nessun altro paese UE può usare questa designazione. Questo non significa che, come succede, altre nazioni UE non possano produrre acquavite da vinacce fermentate: però non possono denominarla "grappa".

Contents

Storia
Note

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Etimologia

In mwkaNord Italia, a seconda delle regioni, la grappa è chiamata mwkqbranda (Piemonte, Valle d'Aosta), mwkgsgnapa, mwkwgraspa (Triveneto) o altre varianti. In italiano si è imposto il termine lombardo mwlagrapa, che indica in origine il raspo dell'uva. L'etimologia del nome non è quindi legata al mwlqmonte Grappa e perciò neppure a mwlgBassano del Grappa, dove pur si trovano alcune delle più celebri distillerie del Veneto.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]

Caratteristiche

Per legge il contenuto alcolico per la grappa non deve essere inferiore 37,5% in volume, mentre non è fissato un limite massimo: tipicamente, ma non è una regola, varia tra il 40% e il 60%.

Il grado alcolico è raggiunto direttamente, nel caso delle grappe "pieno grado", oppure viene abbassato aggiungendo acqua, solitamente demineralizzata, al prodotto della distillazione. La quantità di acqua utilizzata per la diluizione dipende dal mwogtitolo alcolometrico di partenza e da quello che si vuole ottenere.

Infiammabilità

Come per altri mwpqdistillati ad alto titolo alcolometrico, come ad esempio mwpgwhisky, mwpwcognac, mwqarum e molti altri, risulta adatta per il suo basso mwqqpunto di infiammabilità, e quindi spesso utilizzata per creare l'effetto mwqgflambé in mwqwcucina, ovvero la classica cottura a fiamma su vari cibi, questa dovuta alla combustione di mwraalcool etilico; quest'ultimo, molto volatile, prende fuoco solo se innescato, a partire dalla superficie del liquido. Se è vero che la combustione di liquidi con basse gradazioni di titolo alcolometrico possono essere comunque innescati in condizioni di alta temperatura, e quindi di forte evaporazione dell'mwrqalcole contenuto in essi, per i distillati a titolo alcolometrico superiore a circa 45-50 gradimwrg % vol il mwrwpunto di infiammabilità viene raggiunto anche in condizioni di una normale temperatura ambiente (es. 15-20 °Ccite-ref-6[6]).

Produzione

Vi sono tre principali tipologie di vinacce con cui mwtgdistillare la grappa

• vinacce fermentate ottenute dalla mwuqsvinatura di vini mwugrossi.
• vinacce semi-vergini, ottenute nella vinificazione in rosato, esse sono state a contatto con il mostro durante la fermentazione e contengono quindi alcol. svinando un vino rosato e con le vinacce che hanno subito una parziale fermentazione; medesimo risultato si ottiene dalle vinacce di vini dolci, la cui fermentazione è bloccata per conservare gli zuccheri;
• vinacce verginimwvqmwvg, ottenute dalla "sgrondatura"cite-ref-7[7] nella mwwwvinificazione in bianco per ottenere vini bianchi. In questo caso, le vinacce non hanno subito alcuna fermentazione significativa.

Le vinacce vergini o semivergini devono essere obbligatoriamente fermentate prima di dare avvio alla distillazione in quanto la grappa si ottiene unicamente da vinacce mwxqfermentate. Questa è la differenza principale con il distillato d'uva.

Grappe di qualità elevata richiedono la separazione, prima della distillazione, dei mwxwvinaccioli. I raspi solitamente sono già stati eliminati dalla cantina che ha prodotto il vino. A maggior ragione, è molto raro che una distilleria lasci, anche parzialmente, i raspi insieme alle vinaccecite-ref-8[8], poiché i raspi conferiscono note molto amare.

Classificazione

La grappa può essere classificata in base all'affinamento e/o alle lavorazioni che seguono la distillazione. Una grappa può essere definita:

• giovane: quando è conservata in contenitori inerti (ad esempio in vetro o in acciaio) fino alla vendita;
• aromatica: quando deriva da uve aromatiche quali Brachetto, mwagMalvasia, mwawMoscato e mwbaTraminer aromatico;
• invecchiata: quando matura per almeno dodici mesi in botti di legno;
• riserva, invecchiata o stravecchia: quando matura per almeno 18 mesi in botti in legno;
• aromatizzata, con l'aggiunta di aromatizzanti naturali, come mwcaerbe, mwcqradici o mwcgfrutti o parte di esse.

Con il decreto mwdaMipaaf del febbraio 2016 la dicitura "barricata" o "barrique" è riservato esclusivamente ai distillati maturati almeno metà del tempo di invecchiamento in mwdqbarrique (225 lt) e sotto controllo doganale, cosa che prima non avveniva e non vi era certezza né garanzia sulle botti e sul tempo di invecchiamento.

Le classificazioni possono coesistere. Per esempio una grappa può essere giovane e nello stesso tempo aromatica.

Poiché la produzione di bevande alcoliche è svolta in regime di mweadeposito fiscale, il tempo di permanenza in botte è controllato dall'agenzia delle Dogane e dei Monopoli che sigillano i magazzini di invecchiamento rendendoli inaccessibili al pubblico ma anche alla distilleria stessa che per ogni operazione sulle botti deve chiamare le Dogane per potervi accedere.

I termini "affinata", "elevata", "Solera", non danno un'indicazione precisa del tempo di giacenza in recipienti di legno.

Le grappe possono essere anche differenziate in base a quali vinacce sono distillate:

• grappa di monovitigno, se la grappa ottenuta proviene da una singola varietà di vinaccia, quindi con un’identità organolettica ben definita.
• grappa plurivitigno, se la grappa ottenuta contiene percentuali diverse di più varietà di vinacce, dove profumi, aromi e sapori sono più vari e meno monotematici.

Storia

I metodi di distillazione si sono sviluppati tra l'mwhaVIII e il mwhqVI secolo a.C. in mwhgMesopotamiacite-ref-papo-9-0[9] e furono presto applicati al vino per la preparazione dell'acquavite. Questi processi vengono citati dagli mwiwalchimisti a partire dal mwjaXII secolo d.C..cite-ref-papo-9-1[9] Anche la distillazione dalle vinacce ha probabilmente origini storiche remote.

Una leggenda attribuisce a un mwkglegionario romano del mwkwI secolo a.C., dopo il suo ritorno dall'mwlaEgitto, l'aver trafugato un impianto di distillazione e di aver iniziato la produzione di un distillato dalle vinacce di un vigneto di cui era assegnatario in Friuli usando le tecniche apprese.cite-ref-ca-10-0[10] Lo storico Luigi Papo fa risalire la prima produzione in mwmqFriuli nel 511 d.C. a opera dei mwmgBurgundi, che dalla vicina mwmwAustria, durante una breve installazione a mwnaCividale applicarono le loro tecniche usate nella distillazione da mwnqsidro di mwngmele alla distillazione a partire da vinacce, ottenendo quindi la grappa.cite-ref-papo-9-2[9]cite-ref-ca-10-1[10]

La nascita della mwqaDistilleria Nardini, a mwqqBassano del Grappa nel mwqg1779 determinò una vera e propria rivoluzione e segnò l'inizio della distillazione moderna in Italia, attraverso l'introduzione del metodo di distillazione "a vapore". La Bortolo Nardini è infatti la più antica distilleria d'Italia vantando così il titolo di prima grappa d'Italia.

Nel Trentino, fino agli mwrganni cinquanta, la tecnica più praticata era la distillazione a fuoco: si riscaldano le vinacce con il fuoco portandole a ebollizione e ottenendo l'alcool sotto forma di vapore, successivamente mwrwcondensato. Inizialmente la condensazione veniva fatta a temperatura ambiente, in seguito con il miglioramento della tecnica si introdusse il riscaldamento e la conseguente condensazione ad acqua. L'evoluzione della distillazione verso sistemi moderni fu rapida. Gli impianti di distillazione a metodo discontinuo sia a mwsavapore che a mwsqbagnomaria permisero la produzione di grappe di qualità migliori. Questi impianti consentono di selezionare le singole partite di vinaccia e di grappa.

Fino agli mwswanni settanta del mwtaNovecento, le grappe classiche erano prodotte da vinacce indifferenziate. Solo un'azienda piemontese, la Distilleria Bocchino di mwtqCanelli, nel cuore dell'mwtgastigiano, produceva dal 1898 una grappa da sole vinacce di moscato, abbondanti nella zona. L'idea del fondatore, Carlo Bocchino, fu quella di utilizzare per la distillazione queste profumate e abbondanti vinacce, le quali, solitamente, venivano abbandonate lungo il greto del torrente mwuaBelbo che attraversa per l'appunto l'abitato di mwuqCanelli.

L'idea di produrre una gamma di grappe cosiddette mwuwmonovitigno, ovvero prodotte da un'unica tipologia di uva, ha di fatto cambiato la percezione della Grappa, elevandola da prodotto di basso livello a distillato di pregio. Questa "svolta copernicana" si deve alla famiglia mwvaNonino che nel mwvq1973 registra il termine mwvgmonovitigno.cite-ref-11[11] Agli stessi Nonino si deve nel mwww1984 la nascita dellmwxa'mwxqmwxgacquavite d'uva, distillata dall'uva, intesa come frutto.

Tecniche moderne di distillazione e invecchiamento

Gli impianti moderni di distillazione a bagnomaria continuo sono diventati automatizzati; sono composti da una mw0qtramoggia di carico, un distillatore, una colonna di rettifica e un condensatore.

Un progetto di ricerca iniziato nel 2003 dal Laboratorio Sperimentale dell'Istituto Agrario di mw1wSan Michele all'Adige ha portato alla realizzazione, nel 2009 presso le mw2aPoli Distillerie di Schiavon, di un innovativo alambicco a bagnomaria operante sottovuoto. Rispetto agli impianti a bagnomaria tradizionali, i distillati ottenuti con il vuoto risultano sensibilmente migliorati, per incremento della nota floreale terpenica, per la forte diminuzione delle impurità di testa, per la sensibile diminuzione degli esteri, e per la riduzione dell'alcool metilico. L'applicazione del vuoto al processo di distillazione fu tentata già verso la fine dell'800 dall'italiano mw2qEnrico Comboni ma si dovettero attendere molti decenni perché ne venisse fatto un uso produttivo e non solo sperimentale, in considerazione delle notevoli difficoltà tecniche connesse al rischio di mw2gimplosione dell'mw2walambicco e alla condensazione dei vapori. Il principale vantaggio derivante dalla pressione negativa all'interno dell'alambicco, ossia il vuoto, consiste nell'abbassamento del punto di ebollizione dell'alcool e dei vari composti volatili presenti nella vinaccia. Questo permette di ottenere un distillato connotato da delicati aromi fruttati e floreali che, essendo mw3atermolabili, normalmente vengono persi a causa delle alte temperature presenti all'interno di una caldaia.

I processi di lungo affinamento nel mw4wlegno avvengono in modo più tradizionale in grandi botti da invecchiamento, tipicamente in mw5abarrique da 225 litri. Questo "riposo" influisce sul prodotto secondo la varietà del legno usato che interagisce col distillato con il quale viene a contatto. Per l'invecchiamento della grappa prevalgono il mw5qrovere, l'mw5gacacia e il mw5wciliegio. Gli ultimi, legni chiari che rilasciano poco colore danno una qualità delicata, mentre grazie ai mw6atannini, il rovere conferisce un timbro particolare, secondo la varietà. Per ragioni di prossimità, e per la loro qualità sono spesso utilizzati sia i roveri francesi sia i croati. Tra i roveri francesi si distinguono particolarmente quelli provenienti dalla mw6qforesta di Tronçais e delle foreste circostanti nell'mw6gAllier, di mw6wNevers, del mw7aLimosino e del mw7qCher. Non sono da meno i roveri della mw7gSlavonia. Il rovere ha la caratteristica di donare alla grappa non solo un bellissimo colore mw7wambrato, ma cede sostanze fondamentali per la formazione del prodotto finale, spesso imbottigliato in bottiglie artistiche d'mw8aartigianato. Per sfruttare le proprietà di diversi legni, nel 1999 la mw8qDistilleria Marzadro introdusse l'idea di affinare la grappa in botti di legni diversi: rovere, acacia, mw8gfrassino e ciliegio.

La legge italiana autorizza anche una mw9aedulcorazione (massimo 2%) mediante un'aggiunta di zucchero, anche mw9qcaramellato, nel caso delle grappe invecchiate o riserve. Come espediente commerciale ingannevole, questo consente la produzione di bassa qualità con colori molto intensi simili a quelli ottenuti con processi di lungo affinamento in mw9glegno.

In seguito alla produzione della grappa, i mw-avinaccioli possono essere utilizzati ulteriormente per la produzione di mw-qolio a usi alimentari o industriali.

Degustazione

Per la degustazione della grappa vengono generalmente utilizzati i cosiddetti bicchieri mw-amw-qtulipe.cite-ref-12[12]

Le grappe molto invecchiate vengono preferibilmente servite in bicchieri da mwaqmcognac, tipo mwaqqmwaquballoon, più ampi e adatti per apprezzarne le caratteristiche organolettiche.

La temperatura di servizio varia in funzione del tipo di grappa. Indicativamentecite-ref-13[13]

• una grappa giovane va servita a 8-10mwaq0 °C
• una grappa a medio invecchiamento va servita intorno ai 15mwaq8 °C
• una grappa a lungo invecchiamento va servita intorno ai 18mware °C

A volte la grappa viene servita fredda oppure "on the rocks" per mode locali o per mascherare un prodotto mediocre.

Grappe regionali

A seguito della pubblicazione sulla mwaruGazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 30 settembre mwary2011 del mwarcdecreto del mwargMinistero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf), contenente la scheda tecnica della grappa (Reg. UE 110/2008), le denominazioni autorizzate di grappa regionale sono:

• grappa di mwarsBarolo
• grappa piemontese o del mwar0Piemonte
• grappa lombarda o della mwar8Lombardia
• grappa trentina o del mwaseTrentino
• grappa friulana o del mwasmFriuli (sgnape furlane) Candolini o anche Gori (negli anni dopo guerra)
• grappa veneta o del mwasuVeneto
• Südtiroler Grappa / grappa dell'mwascAlto Adige
• grappa siciliana o Grappa di mwaskSicilia
• grappa di mwassMarsala

Grappa svizzera

Malgrado la denominazione "grappa", in base a un regolamento dell'Unione europea, sia riservata ad acquaviti di vinaccia prodotte e distillate in Italia, anche quelle prodotte nella mwas4Svizzera italiana (mwas8Ticino e valli italofone dei mwataGrigioni) vengono etichettate e vendute come "grappa"cite-ref-14[14]. Questa deroga è dovuta all'accordo tra la Confederazione e l'Unione sul commercio di prodotti agricolicite-ref-15[15], che per la Svizzera e la UE è tuttora in vigore, che concede infatti l'uso del termine "grappa" alle bevande spiritose prodotte nelle regioni svizzere di lingua italiana, con vinacce ricavate da uve ottenute in tali regionicite-ref-16[16].

Legislazione

mwat8Norma corrente

• Decreto Mipaaf 28 gennaio 2016: Modifica del decreto 1º agosto 2011, n. 5389, recante disposizioni in materia di «Attuazione dell'articolo 17 del regolamento (CE) n. 110/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l'etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose - Scheda tecnica della "Grappa"»

La scheda tecnica della grappa (vedi decreto sopra citato)cite-ref-17[17] prescrive, nell'articolo 1 dell'allegato 1, che: "la denominazione «Grappa» è esclusivamente riservata all'acquavite di vinaccia ottenuta da materie prime ricavate da uve prodotte e vinificate in Italia, distillata ed elaborata in impianti ubicati sul territorio nazionale".

Il distillato di vinacce prodotti in altri paesi europei non può quindi essere chiamato grappa, ma spesso assume altri nomi tipici protetti facenti parte della categoria "mwaugmwaukAcquavite di vinaccia", ad esempio: la più conosciuta è quella della mwauoGermania chiamata mwausmwauwSchnapps, in mwau0Francia è detta mwau4mwau8Marc, in mwavaPortogallo è chiamata mwaveAguardente Bagaceira, in mwaviSpagna mwavmAguardiente de Orujo e in mwavqGrecia mwavuΤσικουδιά/Tsikoudia. Poiché la legislazione europea non è applicabile nell'mwavyUruguay, questa nazione adotta un termine molto simile: mwavcgrappamiel, cioè grappa con miele.

mwavkNorme abrogate

Si noti che talune leggi sotto indicate sono state comunque sostituite da altre che pertanto sono in vigore (ad esempio l'accordo UE-Confederazione Elvetica per la grappa della Svizzera italiana).

• Il mwav0Consiglio europeo ha abrogato il Regolamento nº 1.576/89 del 29 maggio 1989cite-ref-18[18]cite-ref-19[19], e lo ha sostituito con il regolamento nº 110/2008 del 15 gennaio 2008,cite-ref-grappa-com-20-0[20] secondo cui una bevanda alcolica può chiamarsi "grappa" solo se rispetta le condizioni riportate al paragrafo 6 dell'Allegato II dello stesso regolamento.cite-ref-grappa-com-20-1[20]
• Il regolamento nº 1576/89 stabiliva che la denominazione "grappa" poteva essere applicata solo a distillati di vinaccia prodotti in Italia e a mwaw8San Marino.cite-ref-21[21] Pertanto, il recepimento del reg. n. 110/2008 (e scheda tecnica relativa) ha comportato l'abrogazione del reg. nº 1.576/89 e quindi "grappa" è diventata una definizione di un'indicazione geografica esclusivamente italianacite-ref-22[22].
• L'accordo del 1999 siglato fra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea relativo ai prodotti agricoli proteggeva infatti le denominazioni delle grappe prodotte nelle regioni svizzere di lingua e cultura italiana. Secondo la legislazione elvetica la denominazione "grappa" poteva essere applicata ai distillati di vinaccia prodotti in alcune zone della mwaxkSvizzera italiana. Infatti l'Art. 60 dell'Ordinanza del DFIcite-ref-23[23] sulle bevande alcoliche nº 817.022.110 del 23 novembre 2005 sanciva che: "mwax4La grappa è acquavite di vinaccia prodotta in Italia, nel mwax8Canton Ticino, in mwayaVal Calanca, mwayeVal Bregaglia, mwayiVal Mesolcina o nella mwaymVal Poschiavo con uve delle relative regioni"cite-ref-ci-24-0[24].
• Successivamente, una volta stabilito dall'UE (2008) che la menzione grappa fosse a uso esclusivo italiano, la confederazione elvetica ha eliminato dalla sua legislazione (DFI versione 01/01/2014) l'utilizzo del termine grappa per le zone di lingua italiana precedentemente identificatecite-ref-ci-24-1[24]
• Regolamento recante norme in materia di produzione e commercializzazione di acquaviti, grappa, brandy italiano e liquori: decreto del presidente della Repubblica 16 luglio 1997, n. 297.
• Art. 16. Decreto Ministeriale n.153 del 27/03/2001: disposizioni per i fabbricanti e i detentori di apparecchi di distillazione.cite-ref-25[25]
• Ministero dell'industria del commercio e dell'artigianato: circolare 20 novembre 1998, n. 163. Norme di applicazione del regolamento CEE n. 1576/89 relativo alle bevande spiritose e del decreto del Presidente della Repubblica 16 luglio 1997, n. 297.cite-ref-26[26]
• Decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali del 13 maggio 2010, n. 5195 recante Disposizioni di attuazione del regolamento CEE nº 110/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008 concernente la definizione, l'etichettatura, e la protezione delle mwazkindicazioni geografiche delle bevande spiritosecite-ref-27[27]cite-ref-28[28].

Il decreto definisce, tra l'altro, le modalità di presentazione della richiesta di registrazione comunitaria delle bevande spiritose con indicazione geografica, individuate ai sensi dell'articolo 15 del regolamento comunitario.

• Attuazione dell'articolo 17 del Regolamento (CE) n. 110/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l'etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose - Scheda tecnica della «Grappa»cite-ref-29[29]cite-ref-30[30].

Sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana del 30 settembre 2011 è stato pubblicato il decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, contenente la scheda tecnica della grappa, in attuazione al regolamento (CE) n. 110/2008 sulla designazione, presentazione, etichettatura e protezione delle Indicazioni Geografiche delle bevande spiritose.

Si tratta di un importante passo a tutela della Grappa e del patrimonio agroalimentare Italiano, la cui rilevanza e diffusione a livello internazionale richiede una protezione specifica da illegittime usurpazioni da parte dei produttori di altri Paesi. La scheda tecnica, che costituisce un disciplinare di produzione, predisposta dopo un lungo lavoro di concertazione con le categorie di settore, è stata trasmessa alla Commissione europea per la registrazione e pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Ue beneficiando delle regole di protezione e tutela a livello internazionale.

Le modalità di produzione riportate nella scheda tecnica rispecchiano gli elevati standard qualitativi e la peculiarità della produzione tradizionale, pur tenendo conto dei necessari adeguamenti tecnologici. In particolare, la scheda tecnica relativa alla mwabaIG "Grappa", oltre agli elementi caratterizzanti il prodotto e il metodo di produzione, prevede l'obbligo di imbottigliamento in impianti ubicati sul territorio nazionale al fine di salvaguardarne la qualità e garantirne l'origine.

Associazioni e concorsi

• Organizzazione internazionale di concorsi per vini e alcolici. IWSC (mwabqInternational Wine and Spirit Competition)cite-ref-31[31]
• ANAG – Assaggiatori Grappa e Acquaviti è una associazione italiana, nata nel 1978, con sede ad mwaboAsti, e con delegazioni su tutto il territorio nazionale, con lo scopo di valorizzare la figura dell'assaggiatore di grappa e di altri mwabsdistillati.cite-ref-32[32]
• "Premio Alambicco d'Oro" - Concorso Internazionale, organizzato da ANAG.

Note

cite-note-0-11. Decreto Mipaaf 28 gennaio 2016.
cite-note-22. mwacomwacsmwacwLa grappa in Italia, su mwac0grappa.com. mwac4URL consultato il 10 novembre 2023.
cite-note-33. mwadimwadmmwadqBrandy e cognac, acquavite e grappa. Quali sono le differenze?, su mwaduitaliaatavola.net.
cite-note-44. mwadkmwadomwadsL'origine della parola "grappa", su mwadwistitutograppa.org. mwad0URL consultato il 14 febbraio 2015 mwad4(archiviato dall'mwad8url originale il 22 ottobre 2019).
cite-note-55. citereftreccani-grappa2mwaemmwaeqGrappa, in mwaeuTreccani.it – mwaeyVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwaecURL consultato il 9 settembre 2017.
cite-note-66. mwaeshttps://mdm-srl.com/ap/pericolo-infiammabilita/#:~:text=Requisito%20A.,che%20generano%20scintille%20o%20inneschi.
cite-note-77. citereftreccani-sgrondaturamwae8mwafasgrondatura, in mwafeTreccani.it – mwafiVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwafq«mwafusgrondatura s. f. [der. di sgrondare]. – Il fatto di sgrondare; nell'industria enologica, operazione consistente nella separazione del mosto dalle parti solide, compiuta mediante lo sgrondatore.»
cite-note-88. Può succedere per le rare grappe ottenute da vinacce derivate da mosti destinati a vini passiti o da vendemmia tardiva perché, in questi casi, i raspi sono divenuti lignei e quindi hanno perso le note amare e pesantemente erbacee.
cite-note-papo-99. mwagamwagemwagiLe origini della Grappa - Masseria Del Barone, su mwagmmasseriadelbarone.it. mwagqURL consultato il 10 dicembre 2011 mwagu(archiviato dall'mwagyurl originale il 30 novembre 2010).
cite-note-ca-1010. mwagwmwag0mwag4Storia della Grappa, su mwag8utenti.multimania.it mwaha(archiviato dall'mwaheurl originale il 9 maggio 2011).
cite-note-1111. In particolare per recuperare il distillato di mwahumwahypicolit, un vitigno mwahcautoctono friulano che allora rischiava di scomparire.
cite-note-1212. Letteralmente mwahstulipano per la loro forma.
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Voci correlate

• mwasuDistillato

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Collegamenti esterni

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• citerefbritannica-com(EN) grappa, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaswLA GRAPPA NELLA "GERGOLADA" TORINESE: BRANDA, FIL ËD FER, RABIOSA, su lambello.org.